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    Malastrana Compagnie
    OPERETTALZHEIMER
    Allegro ma non troppo

    Mercoledì 26 ore 20:00 Artificerie Almagià

    creato, diretto e interpretato da Marzia Gambardella
    con la complicità di Valentina Della Torre

    La Signora in scena fa la sua giornata: un’Ave Maria, un po’ di radio, un pensiero, un ricordo… La Signora in scena fa la sua giornata: un’Ave Maria, un po’ di radio, un pensiero, un ricordo… La Signora in scena fa la sua giornata: un’Ave Maria, un po’ di radio… Ma è davvero la radio che sta ascoltando? E cosa ascolta poi? Con chi? Dove? Quando? Domande inutili: la Signora in scena fa la sua giornata. OperettAlzheimer è un amoroso omaggio al tragicomico assolo a due mani che accompagna i vuoti di questa malattia. Un assolo, perché si è indicibilmente soli di fronte a chi non ti riconosce più. Tragicomico, perché spesso (per fortuna) così è la vita. A due mani, perché solo queste abbiamo e a volte ahimé non bastano! OperettAlzheimer è uno spettacolo senza parole… anche quando ce ne sono. 

     

    Nata in Italia, Marzia Gambardella si laurea in Filosofa e si forma e lavora come attrice tra Roma e Milano. Nel 2009 si trasferisce in Francia per lavorare con Philippe Genty. Nel 2016 fonda a Parigi la Compagnie MalaStrana. Costruisce un teatro visuale non mediato dalla parola in cui gesti, suoni, immagini, materiali, marionette diano corpo ai sentimenti, alle contraddizioni.  

    I Pupi di Stac
    I TRE PORCELLINI

    Mercoledì 26 ore 18:30
    Artificerie Almagià

    regia Enrico Spinelli, Andrea Monticelli
    con Beatrice Carlucci, Andrea Fantini, Patrizia Morini

    La mamma è arrabbiata coi suoi tre porcellini che litigano di continuo. Decide che debbano andarsene da casa ed affrontare ciascuno la sua vita. I fratelli non trovandosi d‘accordo decidono che ciascuno di loro costruisca la propria casa. Si assiste alle tre costruzioni, dalla più accurata a quella rapida e sbrigativa del più piccolo. C‘è però in giro un lupo affamato che deve anche compiacere la moglie petulante. 

    Col potente soffio fa volare via la paglia della casetta del piccolo Ciccio che però riesce a sfuggirgli e a rifugiarsi nella casa di legno del fratello Bernardo, che ama fare lo sbruffone. Con uno spintone il Lupo riesce a sgangherare anche la seconda casetta, ma non acchiappa i due porcellini che si rifugiano dal maggiore, Andrea, che ha costruito una bella casa di mattoni e calcina. La Lupa dà l‘ultimatum al marito: vuole in tavola al più presto una pietanza di maialino. Gianrico, così si chiama il Lupo pasticcione, le prova tutte ma la costruzione è fatta a regola d‘arte e dunque resiste. Si traveste da vecchietta ma viene smascherato. Cerca di introdursi infine dal comignolo ma cade nel pentolone preparato apposta dai tre porcelli e finisce bruciato dall‘acqua bollente e bastonato dalla moglie. La mamma, pentita della sua severità, teme che i piccoli siano stati preda del lupo, ma li ritrova sani e salvi assieme ad una buonissima pastasciutta!

    Bitols
    ECG Piccola avventura di un cuore a Venezia

    Lunedì 24 ore 20:00 e 20:45 Martedì 25 ore 18:30 e 19:30 Artificerie Almagià

    con Nadia Milani, Miriam Costamagna, Andrea Lopez Nunes drammaturgia Marco Gnaccolini
    suono Giulia La Marca
    oggetti di scena Niccolò Mazzotti, Alessandra Dolce
    regia Matteo Moglianesi

    La casa del coltello Shylock diviene un castello di taglieri, il tribunale diventa una bilancia, simbolo eterno della giustizia, la carne mantiene la sua natura di merce ma contiene in sé molteplici metafore e significati. I protagonisti non hanno voce, o meglio: agiscono. Non li sentiamo parlare, ma si raccontano con i loro movimenti e le loro caratteristiche. Il nostro copione è infatti un tappeto sonoro fatto di suoni provenienti dalla strada, di discorsi rubati ai passanti, di interviste agli abitanti delle calli, che non solo accompagnano le scene nel loro divenire ma diventano protagonisti della scena, quasi un “deus ex machina”.

    Salvatore Gatto PULCINELLA: 500 ANNI PORTATI BENE

    Domenica 23 ore 20:00
    Artificerie Almagià

    di e con Salvatore Gatto

    Questo spettacolo è un antico canovaccio che viaggia almeno dal 1500. Pulcinella è il protagonista e, insieme ai personaggi che seguono le luci della ribalta, racconta storie di vita quotidiana. Infatti una delle situazioni “costanti” nel mondo delle guarattelle è la lotta tra Pulcinella e Pasquale Finizio detto “terremoto” (il guappo) o cacciuttolo (il cane) o anche Capa ‘e provolone (la morte) e così via. Alla fine il bene trionfa sempre sull’iniquità, la verità sull’ingiustizia, la vita sulla morte. Ecco l’eccezionalità di Pulcinella. La musica si interseca con le armonie e ritmi di questo spettacolo, ricama un arazzo di suoni gioiosi e accattivanti. Se Pulcinella, visto in chiave simbolica, rappresenta l’uomo, gli antagonisti allora sono i suoi bisogni e le sue paure. È proprio quando li sconfigge che quelle stesse paure e quegli istinti negativi che sono in lui e nel pubblico vengono esorcizzati. Così come le vecchie canzoni e danze  di esorcismo e magia che ristabilivano l’armonia del tutto. 

    Salvatore Gatto è uno dei più genuini rappresentanti della tradizione dei burattini a guanto napoletani, le Guarattelle, e con la sua opera ha contribuito a preservare una tradizione che risale al 1400. Per quanto abbia partecipato a numerosissimi festival ed eventi, non ha mai abbandonato il teatro di strada.

    Romano Danielli LA PAVIRONICA COMMEDIA Tre canti dell'Inferno

    Domenica 23 ore 19:30 | Artificerie Almagià

    di e con Romano Danielli

    La Divina Commedia interpretata da Sandrone Pavirone. Uno spettacolo che, per raggiungere l’apice e trasmettere allo spettatore l’infinità di emozioni che racchiude, andrebbe ascoltato in una stalla in mezzo alle mucche…

    Romano Danielli, classe 1937, maestro dell’arte burattinaia, attore e regista che ha avuto il merito di portare i burattini bolognesi in giro per il mondo.

    Drammatico Vegetale/Teatro del Drago

    INFERNOPARADISO

    Domenica 23 ore 18:00 Lunedì 24 ore 18:30 Artificerie Almagià

    di Pietro Fenati, con Camilla Lopez, Flaminia Pasquini Ferretti, Gianluca Palma, Mariasole Brusa; regia Pietro Fenati, Andrea Monticelli, assistente alla regia Elena Pelliccioni; scene Ezio Antonelli, Elvira Mascanzoni, Pietro Fenati, figure Drammatico Vegetale, Teatro del Drago; musiche originali Matteo Ramon Arevalos, esecuzione musicale Ensemble Mosaici Sonori; Light designer Alessandro Bonoli, audio e luci Andrea Napolitano; organizzazione e distribuzione Roberta Colombo, William Rossano, coproduzione Drammatico Vegetale / Ravenna Teatro, Teatro del Drago, in collaborazione con il Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali di RA

    Il buio e la luce. Il male e il bene. Il nero e il bianco. Il dolore e il piacere. Il blu del mare profondo e l’azzurro del cielo sereno. Il rosso diabolico e l’azzurro celestiale. Siamo sempre un po’ indecisi. Dove sono le bestie feroci che vogliono divorarci? In mezzo alla strada che ci riporta a casa o davanti al sentiero che si inoltra nel bosco? Paura e desiderio si mescolano… è una vertigine. Infernoparadiso, paradisoinferno, infernoparadiso… Tutto ha origine da quel gioco-conta fatto con un foglio di carta ripiegato che, a seconda di come lo muovi, fa apparire il rosso dell’inferno o l’azzurro del paradiso. Infernoparadiso, paradisoinferno, infernoparadiso… Nello spettacolo quel semplice gioco ci guida nella scoperta dei sentimenti e delle emozioni della Commedia di Dante. Attraversiamo insieme i sette cieli dell’attesa, dell’ignoto e della paura, dell’amore e della superbia, del desiderio e della gioia, per finire nell’incanto del settimo cielo. È più profondo il buio o è più profonda la luce?

    Yael Rasooly PAPERCUT

    Sabato 22 ore 20:00 | Teatro Rasi

    di Yael Rasooly and Lior Lerman
    direzione artistica Adam Yakin
    design Lior Lerman, Yaara Nirel
    light design Adama Yakin, sound design
    Binya Reches
    con il sostegno di Rabinovitch Foundation for the Arts
    produzione Dancing Ram Theatre

     

    Una segretaria solitaria rimane in ufficio dopo che tutti gli altri sono tornati a casa. Dal suo angolino, usando foto di vecchie riviste di cinema, fugge in un mondo di sogni ad occhi aperti. Lì è un’affascinante star del cinema degli anni ’40 e trova finalmente il suo amore ideale. Ma mentre la storia si dipana, mentre l’immaginazione e la realtà si scontrano, il suo racconto romantico diventa un incubo di Hitchcock! Questo one woman show rivela le ossessioni e i pericoli delle fantasie romantiche. Il linguaggio del bianco e nero si trasforma nell’universo “low-tech” dei ritagli di carta e del teatro di oggetti, creando una tensione assurda, dolorosa e divertente.

     

    Nata nel 1983 a Gerusalemme, Israele, Yael si è formato principalmente come cantante classica e ha continuato a studiare design teatrale a Londra. Ha iniziato a sviluppare il suo linguaggio teatrale unico presso la School of Visual Theatre di Gerusalemme, dove si è specializzata in regia, teatro di figura e design. Dal 2006, Yael crea opere teatrali indipendenti e si esibisce nei principali festival internazionali in Europa, Stati Uniti, Sud America ed Estremo Oriente. Il linguaggio teatrale di Yael si basa su un approccio multidisciplinare, che combina diverse forme di teatro, marionette, arte visiva e musica.

    Riserva Canini TALITA KUM

    Venerdì 21 ore 20:00 | Artificerie Almagià

    regia Marco Ferro, con Valeria Sacco
    sound design Stefano De Ponti, musiche originali Luca Mauceri, Stefano De Ponti, Eleonora Pellegrini, light design Andrea Narese
    Con il sostegno di Campsirago Residenza (LC), Festival Immagini dall’Interno di Pinerolo (TO), Rete Teatrale Aretina (AR) Teatro Gioco Vita (PC) e Théâtre Gérard Philipe de Frouard – Scène conventionée pour les arts de la marionnette et les formes animées (Nancy – France)

    In scena un’attrice sola. Si ha la sensazione di assistere ad uno spettacolo con due interpreti, in realtà tutto accade grazie ad una sola persona. La marionetta anima l’attrice. O meglio, l’attrice anima la marionetta che la anima. E’ a partire da questa visione, e da tutto ciò che è capace di evocare, che lo spettacolo prende avvio. L’intenzione è di mettere il corpo umano nella condizione di essere creduto marionetta e di far credere marionetta ciò che è vivente: di far vivere al pubblico l’istante in cui la vita si manifesta, appare, comincia, o riprende. Durante lo spettacolo lentamente il gioco si rivela, l’illusione si dissolve, ma gli occhi dello spettatore continuano a vedere vivo quel che la ragione ha compreso essere marionetta. Ed esattamente questo è il desiderio e la scommessa: mettere la vita nella condizione di essere osservata nel suo esserci e non-esserci, nel suo fluire e nel suo mancare e, insieme allo spettatore, vivere questo mutare grazie al potere illusionistico e artigianale degli strumenti del teatro di figura.

    Lidelab LE MILLE E UNA NOTTE

    Venerdì 21 e sabato 22 ore 18:30, 19:00, 19:30 Artificerie Almagià

    concept, regia, drammaturgia Silvia Rigon
    regia, ideazione e realizzazione figure Lucia Menegazzo
    performer Flora Orciari 
    sound design Federica Furlani 
    producer Christina Lidegaard

    Le mille e una notte è una raccolta di storie meravigliose raccontate da Shahrazàd per sfuggire alla morte. Si narra che un re, tradito dalla moglie, decise di sposare ogni sera una donna diversa per ucciderla all’alba in modo di non essere più tradito. Il re uccise migliaia di donne fino a quando Shahrazàd scelse di offrirsi come sposa. La prima notte di nozze, Shahrazàd iniziò a raccontare una storia che non terminò all’alba, se il re avesse desiderato ascoltarne la fine avrebbe dovuto donare un nuovo giorno di vita a Shahrazàd. Cosa è successo la notte prima del matrimonio? Come si preparò Shahrazàd? Il progetto esplora il rapporto con la sopravvivenza; Shahrazàd, immersa nel suo studio, ha paura, vorrebbe trovare un modo per evitare di essere la prossima vittima del sultano.

    Coppelia Theatre - A riveder le stelle

    A riveder le stelle

    Venerdì 21 e sabato 22 ore 17:30, 18:00, 18:30 Sala Rossa del Teatro Rasi

    puppet, macchine sceniche, animazione Jlenia Biffi
    musiche originali Stefano Bechini
    sega musicale Natalia Paruz
    performer e voce Mariasole Brusa

    La Fenice, descritta da Dante nel Canto XXIV dell’Inferno è doppiamente incarnata:: una figura umana il cui corpo è modificato dall’utilizzo di protesi meccaniche incontra una marionetta da polso raffigurante una creatura ibrida tra donna e volatile. I due aspetti emblematici della fenice, la morte e la rinascita, si specchiano l’uno nell’altro: da un lato l’essere umano modificato dalla meccanica e, dall’altro, l’oggetto animato dall’essere umano. Paradossalmente, è l’umano a rappresentare la morte e l’oggetto a interpretare la vita, con l’obbiettivo di mettere in scena quel gioco armonico tra scienza e poesia, arte e tecnica, spiritualità e carnalità che pervade l’intera Opera Dantesca.