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È arrivata la Scuola di Teatro sulle Arti delle Forme e delle Figure – STAFF

Tre Centri di Produzione (Teatro del Buratto di Milano, Teatro Gioco Vita di Piacenza e Teatro delle Briciole di Parma) e una Compagnia di Tradizione (Teatro del Drago di Ravenna) – le cui storie testimoniano di un profondo e radicato legame con il teatro di figura – hanno deciso di lavorare insieme alla progettazione di una possibile Scuola Nazionale di Teatro di Figura.

Una Scuola che possa diventare, nel lungo periodo, un punto di riferimento per tutti quelli che lavorano, o vorrebbero lavorare, in questo ambito.
Una scuola per la formazione di giovani artisti, per la ricerca pratica e la riflessione teorica.

Per raggiungere questo obiettivo, e per dare un segno tangibile delle loro intenzioni, le quattro realtà coinvolte hanno deciso di avviare nel 2018 una serie di Laboratori coordinati, una specie di Corso di Perfezionamento sul Teatro di Figura, come premessa alla fondazione della vera e propria Scuola.

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Condividiamo la richiesta di una compagnia che, interessata al Teatro di Figura quale linguaggio complementare alla propria ricerca teatrale, cerca una giovane regista per un progetto di produzione.


Mi chiamo Simone Formicola scrivo a nome della Two Little Mice, una piccola compagnia.

Siamo attualmente alla ricerca di una regista under 35 per realizzare il nostro prossimo progetto, nonchè primo di teatro di figura; uno spettacolo tratto dal romanzo “Oscar e la dama in rosa” di Eric Emmanuel Schmitthe

Ci siamo aggiudicati una residenza artistica nel lazio organizzata dal Gruppo Jobel (www.gruppojobel.com), in collaborazione con la Regione Lazio, ma sfortunatamente la regista precedentemente incaricata di occuparsi dello spettacolo ha dato forfait.

Le residenza prenderà dal 31 di gennaio al 19 di febbraio, giorno in cui ci sarà una piccola presentazione agli organizzatori sotto forma di studio del lavoro svolto fino ad allora.

Due parole sul progetto di spettacolo che abbiamo presentato

Oscar e la dama in rosa

Trama

Oscar è un bambino con solo dieci giorni da vivere a causa di una malattia, così decide diviverli come fossero cento anni.

Questa idea gli viene suggerita da Nonna Rosa, un’ex campionessa di wrestling diventata volontario presso l’ospedale dove Oscar è ricoverato.

Siccome i suoi genitori e i dottori evitano di parlare della sua malattia e della sua prossima morte, Oscar sceglie come interlocutore Dio a cui scrive ogni giorno raccontando in una sorta di diario.

In ospedale incontra altri bambini gravemente malati, come il grande ustionato Bacon, l’obeso Popcorn, l’idrocefalo Einstain e Peggy Blue, l’amata di Oscar, con la pelle blu a causa di una malattia del sangue.

Alla fine di questo viaggio durato cento anni, Oscar muore in pace, avendo vissuto tutte le fasi di una vita piena ed essendosi riconciliato con gli adulti e con la sua malattia.

L’idea

Vorremmo realizzare uno spettacolo della durata di un’ora circa, usando il teatro di figura come linguaggio principale.

In particolare vorremmo concentrarci sugli oggetti animati, perfettamente adatti, a parer nostro, a raccontare la stori toccante e assurda di Oscar, vista con gli occhi irriverrenti e non giudicanti tipici di un bambino.

Oggetti comunemente presenti negli ospedali e compagni di vita di ogni malato prendono vita per accompagnare attori e pubblico all’interno di questa storia.

Perchè gli oggetto come i bambini, sanno farsi carico delle più grandi verità con le più semplici parole.

Si vuole cercare di creare uno spettacolo di teatro ragazzi, per due attrici ed oggetto animati, adatto ad essere rappresentato anche e soprattutto in spazi non teatrali, come scuole od ospedali.

Grazie anticipatamente dell’attenzione

Simone Formicola


Contattare Simone Formicola: 3338421756 – simonpietro.formicola@gmail.com